domenica 12 ottobre 2008

Cosa sono il Tasso BCE e l'Euribor e perchè non sono allineati?

In questi giorni la BCE ha - a seguito della crisi finanziaria in atto – ridotto il tasso ufficiale di sconto portandolo al 3,75%. Questo non ha però avuto alcun effetto sull’Euribor ossia il tasso a cui le banche ci prestano il denaro (per esempio nei mutui).

Come è possibile?
Purtroppo l’assenza di fiducia sul mercato e la mancanza di liquidità e di denaro fanno si che la domanda di denaro sia superiore a quanto le banche hanno da offrire e quindi portano a un aumento dei tassi di interesse per chi ha già dei debiti.
La morale della favola è piuttosto triste per noi poveri consumatori: le banche hanno sperperato i soldi e non hanno saputo fare il proprio lavoro e per rifarsi ora aumentano gli interessi sui nostri debiti mantenendoli ad un tasso molto superiore a quello a cui loro si finanziano con la Banca Centrale Europea.

E la nostra liquidità?
Alcune banche (es.IWBank) si sono affrettate ad adeguare i tassi di interesse al nuovo tasso BCE, altri invece non lo hanno fatto, forse proprio perché hanno un tremendo bisogno di liquidità e sono disposti a a pagare per essa un premio (vedi post sui conti deposito).

Se volete verificare il tasso Euribor potete cliccare qui.

GLOSSARIO


Il Tasso ufficiale di sconto è il tasso con cui la Banca centrale concede prestiti alle altre banche. Esso è il termometro del mercato finanziario perché sulla sua base vengono determinati il tasso d'interesse, applicato dalle banche ai propri clienti, ed il tasso interbancario, tasso che si applica ai prestiti fra le banche. Quando il tasso ufficiale di sconto aumenta, si è in presenza di una stretta creditizia cioè di una tendenza atta a ridurre i crediti, in conseguenza dell'aumento del costo del denaro. Quando, invece, la Banca Centrale tende a ridurre il costo del denaro, si avrà una tendenza all' aumento dei consumi e investimenti, in conseguenza del minor costo del denaro
L'Euribor (acronimo di EURo Inter Bank Offered Rate, tasso interbancario di offerta in euro) è un tasso di riferimento, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee. Come per tutti gli interessi in relazione alla loro durata, l'Euribor è crescente con la durata del prestito: un Euribor a 1 anno è maggiore di un Euribor a 6 mesi, e questo è maggiore di un Euribor a 3 mesi (Fonte Wikipedia).



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domenica 5 ottobre 2008

Cos'è un Pronti contro termine - PcT e quali sono i rischi?

Chissà quando sarà il momento giusto per rientrare in borsa? Certo fa un po' impressione vedere certi titoli così in basso e la tentazione di acquistare alta, ma forse la crisi è solo all'inizio e quindi per un po' dovremo abituarci e investire i nostri soldi in strumenti più sicuri.

Tra gli strumenti che fino a ieri ritenevo sicuri (e forse non lo sono più) e con una imposizione fiscale contenuta rientrano i Pronti contro Termine. Io li ho sempre utilizzati per l'investimento della liquidità tramite il conto Fineco (rendimento netto 3,58% per importi inferiori a Euro 100.000) o IW BANK (che grazie al servizio di prestito titoli offre redimenti al 4,25% netto per gli investimenti a 6 mesi). In ogni caso anche altri istituti (Mps, Intesa, Unicredit) offrono strumenti analoghi.

Guida ai PcT

Caratteristiche

Nel contratto di pronti contro termine (PcT) una parte vende a un'altra una certa quantità di titoli (operazione a "pronti") con contemporaneo obbligo di riacquisto della stessa quantità a una data prestabilità (operazione a "termine") e a determinate condizioni di prezzo. Oggetto della transazione sono di solito titoli di Stato o Bond. La durata del contratto è breve, di solito qualche mese (1,3,6 o 12 mesi). Il venditore "a pronti" e acquirente a "termine" è una banca, mentre l'acquirente "a pronti" e venditore "a termine"è il risparmiatore.

Rendimenti e fiscalità
Il rendimento dell'operazione è dato dalla differenza tra prezzo di riacquisto e di vendita e sconta un'aliquota fiscale del 12,50% alla fonte. Attualmente il rendimento netto può arrivare fino al 4%.

I controlli
Sono affidati alla Banca d'Italia per quanto attiene agli effetti dei PcT sulla stabililità patrimoniale delle banche. Sulla forma di strumento d'investimento invece non esiste alcun controllo.

I rischi
I PcT non sono soggetti al rischio emittente, in quanto la banca è comunque tenuta a riacquistare a termine il titolo oggetto del contratto al prezzo prefissato anche se l'emittente sia andato in default o in fallimento durante l'operazione. Esiste invece il rischio d'inadempimento della controparte: sul cliente risparmiatore pende il rischio del fallimento della banca, cioè che al termine del contratto l'istituto non sia in grado di riacquistare i titoli oggetto del contratto. In questo caso vi è la possibilità di vendere i titoli che la banca ci ha ceduto direttamente sul mercato. Questo vale solo nel caso in cui i titoli in questione non siano rappresentati da obbligazioni della banca stessa (questo è ahimè proprio il caso di Fineco - Supersave) perchè in tale caso l'operazione si trasforma in un prestito concesso dal correntista alla banca e in caso di fallimento dell'istituto si rischia di perdere tutto. Molto meglio se sottostante dell'operazione sono dei titoli di Stato.
Anch'io - come forse stanno facendo alcuni di voi - mi sto interrogando sull'opportunità di vendere i miei PcT e liquidare tutti gli investimenti; forse non è il caso di farsi prendere da allarmismi, ma è opportuno monitorare molto attentamente la situazione ed essere pronti a ritirare tutto e tenere tutto sul conto corrente che quantomeno è garantito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 103.291,38 Euro.


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