sabato 28 dicembre 2013

Nuova tassazione dei conti: ecco cosa cambia nel 2014

Dal 1 gennaio 2014 cambia ancora la tassazione del nostro patrimonio.

In particolare per conti correnti, libretti postali, fondi pensione l'imposta di bollo rimane fissa a 32,40€ per le giacenze oltre i 5000. Al di sotto vi è un'esenzione.

Invece per i conti deposito e per i depositi titoli e il risparmio gestito vi sarà:


  • l'abolizione dell'imposta di bollo fissa pari a Euro 34,20;
  • l'aumento dell'imposta dallo 0,15% allo 0,20% sui depositi.
Resta invece invariata la tassazione al 20% sui guadagni.

Questa modifica comporta un il ritorno alla convenienza per i conti deposito con pochi soldi depositati, che erano stati messi fuori gioco dalla precedente norma. Tornerà anche il fenomeno di mantenere aperti più conti deposito tutti con importi depositati inferiori ai 5.000 Euro per vedere non applicata l'imposta di bollo.

Diventa invece sempre più onerosa la tassazione dei soldi depositati sui conti correnti, conto deposito, libretti postali.

Infine se da una parte penso sia corretto colpire i patrimoni, piuttosto che il reddito dall'altra penso che un continuo aumento crei solo un incentivo a cercare soluzioni alternative, che alla fine comportano effetti differenti e distorti rispetto all'obiettivo che si vorrebbe raggiungere.


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venerdì 11 gennaio 2013

Moltiplica il patrimonio con l'interesse composto


Mi piace sempre guardare al mio patrimonio in un'ottica prospettica e pensare a quanto ammonterà fra 10 o 20 anni, a seconda delle scelte di investimento effettuate.

Mi fa pensare un po' a quando da bambino mia madre diceva che la scelta di acquistare una casa non fosse stata giusta perchè in fondo gli stessi soldi investiti anche in titoli di stato avrebbero reso molto di più e avrebbero permesso a noi figli di vivere di interessi.

Questa semplice affermazione, forse un po' azzardata, racchiudeva comunque in sè molte verità: l'importanza del risparmio e la forza moltiplicatrice del tempo e dell'interesse composto.
Ricordiamo che l'interesse viene detto composto quando, invece di essere pagato o riscosso annualmente, è aggiunto al capitale iniziale che lo ha prodotto e quindi reinvestito. Ciò porta ad ottenere nuovi interessi sugli interessi maturati. 

Oggi gli strumenti a disposizione ci permettono di fare un numero infinito di simulazioni e capire rapidamente a quanto ammonterà un euro investito oggi per n anni. Ovviamente bisogna ipotizzare un tasso di interesse a cui investire il proprio denaro. Questo è molto facile se decidiamo di investire in titoli di stato/obbligazioni a tasso fisso, diventa invece un esercizio frutto di ipotesi se abbiamo invece in portafoglio azioni, investimenti immobiliari o titoli a reddito variabile.

La figura soprariportata aiuta ad avere sempre sotto mano una tabella degli interessi composti. Basta incrociare la durata dell'investimnto in anni (Year) e indicare il tasso (Rate) a cui viene effettuato l'investimento e il risultato che viene restituito e il valore dell'euro investito iniziale.

Ho ritrovato questa card e me la sono messa nel portafoglio perchè è molto immediata e aiuta a capire che ai tassi odierni 10.000 Euro investiti in BTP a 30 anni  con un rendimento netto pari circa al 4% diventeranno 32.400 Euro.

Sicuramente un rendimento molto interessante anche se non paragonabile a quello che avrebbe potuto ottenere la mia famiglia negli anni '80 investendo il patrimonio in lire accumulato in un BTP a 30 anni reinvestendone gli interessi oppure scegliendo uno strumento come i buoni fruttiferi postali che automaticamente reinvestono gli interessi a scadenza.


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martedì 8 gennaio 2013

Imposta di bollo e Tobin Tax - nuove imposte 2013




L'anno nuovo si apre con la modifica della tassazione degli strumenti finanziari applicata grazie alla rivisitazione dell'Imposta di Bollo e con l'introduzione di una nuova tassa di cui si è sempe parlato, ma che finora non aveva trovato applicazione, la Tobin tax.

Di quest'ultima dovremo riparlare non appena verranno promulgati i decreti attuativi, ma in sostanza essa verrà introdotta a marzo ed è un'imposta sulle transazioni finanziarie che mira a limitare le operazioni speculative e prevede tre forme:

  1. l'imposta dello 0,12% (0,22% se su mercati non ufficiali) sui trasferimenti di proprietà di azioni e strumenti finanziari partecipativi di emittenti residenti in Italia;
  2. l'imposta sui contratti derivati e sui titoli che abbiano come sottostante le azioni e gli strumenti finanziari partecipativi variabile tra 0,1 e 100 Euro a seconda del nozionale;
  3. l'imposta sulle «operazioni ad alta frequenza», dello 0,02% delle transazioni annullate o modificate.

Affrontiamo invece la tassazione degli strumenti finanziari e vediamo cosa cambierà nel 2013.

Cosa cambia con l'introduzione della "mini patrimoniale"?

Cliccando il link trovate uno specchietto molto utile pubblicato da Il Sole 24ORE in cui potete trovare sintetizzate le tassazioni applicabili alle rendite di tutti gli strumenti finanziari e l'elenco degli strumenti e le modalità con cui si applica la nuova imposta di bollo.

Nel 2013 sostanzialmente verrà elevata l'imposta di bollo già introdotta nel 2012 , prevedendo un'imposta fissa e proporzionale alla giacenza pari allo 0,15% con il minimo di Euro 34,20.

Per quanto riguarda i conti correnti e i libretti di risparmio non sarà dovuta l'imposta di bollo per giacenze inferiori a Euro 5.000.

Tale esenzione non si applica ai conti deposito che vengono quindi considerati strumenti di investimento e per cui vale il minimo di Euro 34,20 e la tassazione di cui al grafico sottoriportato.